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Musica per ristoranti: il volume di ascolto Che cosa è veramente importante riguardo la diffusione di musica per ristoranti ? Il ritmo, lo stile, il genere? La presenza nella playlist di musica conosciuta o sconosciuta? Che cosa determina la buona riuscita di un ascolto perfetto? La tendenza, da molti anni all’estero e da alcuni anni in…

  La musica di sottofondo è un elemento fondamentale nel processo di brand experience. È la punta di un iceberg che irradia con le proprie vibrazioni tutto l’ambiente circostante caratterizzandolo di connotati emozionali. Come luci, profumi e arredi, la musica di sottofondo deve seguire lo stile del luogo nel quale viene diffusa, esaltandolo unitamente ai valori del brand. Libreria…

  Pochi sono a conoscenza che un uso sbagliato della musica causa una percezione negativa di un ambiente e di un servizio Dopo anni di studi, ricerche e conferme sul sound design e la musica d’ambiente, siamo ancora a parlare di come, quando e quanto, l’utilizzo dei suoni possa alterare la percezione di un determinato ambiente, modificandola. La…

Che cos’ è il Social Media Sound ? Social Media Sound è uno strumento di sound branding che sfrutta il potere evocativo dei suoni e la viralità dei social media. Innovativo, moderno, veloce, estremamente potente, si integra perfettamente nelle strategie di social media marketing, comunicazione e promozione del brand. Ogni azienda di un certo valore oggi è presente sui social…

Social Media Sound è un concetto che unisce il potere emozionale dei suoni con quello virale della condivisione La possibilità di mostrare e condividere i contenuti è uno dei presupposti sui quali si basano le strategie di social media marketing. Ogni azienda di un certo valore oggi è presente sui social e possiede un dominio che…

Ogni marca ha una propria identità visiva, mentre gli altri sensi raramente fanno parte dell’identità del brand La maggior parte delle organizzazioni hanno fatto affidamento quasi esclusivamente al senso della vista per comunicare chi sono, cosa fanno e perché sono importanti. Eppure il suono ha un potenziale indiscutibile nella creazione di impressioni. Ha la capacità di…

Musica famosa  non famosa

Quale tipo di musica favorisce la permanenza di un ospite? Quale migliora la qualità di un servizio? Quale tipo di musica invoglierà un cliente a tornare?

Il precedente articolo espone in modo chiaro la teoria che sostiene l’importanza della musica non famosa come sottofondo musicale.

Lo studio preso in considerazione sulla musica non famosa, condotto dal professor Luca Petruzzellis e dalla dott.ssa Ada Palumbo della facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Bari, in collaborazione con il professor Jean-Charles Chebat di Hec Montreal è sostenuto da SoundReef, un servizio di musica moderno che gestisce un archivio di canzoni non appartenenti al repertorio Siae e Scf.
SoundReef ha quindi tutte le intenzioni di dimostrare che l’utilizzo del proprio servizio e del proprio archivio di musica sconosciuta porta dei vantaggi. Personalmente trovo molto interessante questo servizio e ritengo anche che in linea di massima la teoria spiega una parte dell’esperienza reale, ma non tutta.

Fabio Ratti, laureato in Marketing e comunicazione ci viene in aiuto con una tesi sperimentale in Marketing operativo.

“Il processo d’acquisto oggi richiede molto più tempo e maggiore attenzione, sia nella fase che precede l’ingresso nel punto vendita sia durante la permanenza nello stesso. È necessario pertanto rendere piacevole il tempo che i consumatori trascorrono all’interno dei punti vendita e creare un’atmosfera favorevole all’attività di shopping. Il punto vendita assume così una nuova centralità; i consumatori scelgono i punti vendita che offrono loro non solo la varietà più ampia di prodotti e servizi, ma anche una valenza simbolica ed edonistica dell’esperienza d’acquisto, trasformando così lo shopping in un’attività divertente e piacevole.

In tale scenario l’atmosfera si pone come driver di relazione tra marca e consumatore. Nei punti vendita si respira una chimica di sensazioni stimolate da colori, ambientazione, persone e musica. La valenza emozionale dello shopping assume fondamentale importanza Leggi tutto…

Per creare un valore aggiunto ad un servizio è meglio diffondere la musica conosciuta o sconosciuta?

Ci sono due correnti di pensiero discordanti che si orientano sull’uso dell’una o dell’altra tipologia di musica. La prima dimostra che la musica sconosciuta è troppo anonima e non lascia traccia. La seconda sostiene la musica conosciuta distrae, attirando l’attenzione sull’ascolto.

La diffusione di musica d’ambiente è uno strumento di comunicazione assai potente perché tocca una via diretta, l’udito. La variabile sonora di sottofondo si deve adattare al contesto e tenere conto delle aspettative del target di riferimento e delle possibili reazioni in seguito alla diffusione di musica.
E’ necessario che vi sia coerenza fra mittente, messaggio sonoro e destinatario.

C’è uno studio molto importante condotto sul nostro territorio che affronta la questione. Secondo me è un po’ di parte.

Lo studio riguarda l’utilizzo di musica famosa e non famosa come sottofondo. E’ stato condotto da un team di ricercatori composto dal professor Luca Petruzzellis e dalla dott.ssa Ada Palumbo della facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Bari, in collaborazione con il professor Jean-Charles Chebat di Hec Montreal.

Il lavoro di tesi ha studiato il trade off nel caso di una marca globale effettuando un esperimento in un reale contesto di vendita. I clienti di tale punto vendita sono stati esposti durante la prima settimana a musica non famosa e nella seconda, rispettando gli stessi giorni e gli stessi orari, a musica famosa. Il periodo è stato scelto facendo attenzione all’assenza di promozioni in corso che potessero alterare e influenzare i comportamenti dei consumatori.

L’ indagine ha dimostrato che è meglio trasmettere nei punti vendita una musica poco conosciuta, poiché risulta più in armonia con il contesto di vendita, trasmette sensazioni favorevoli allo shopping, permette di effettuare acquisti più ragionati, Leggi tutto…

Sound Branding

Un’ agenzia di ricerche, la Heart Beat di Stoccolma, ha condotto uno studio su come e quanto la musica riesca ad influenzare le persone ed i consumatori. La ricerca tende a svelare se la musica tende a farci comprare di più, se persuade le nostre scelte d’acquisto e se può prolungare la durata della nostra permanenza durante il processo d’acquisto. Dal momento che la “brand experience” sta diventando un importante fattore di differenziazione, per chiunque voglia iniziare un business è importante avere delle informazioni certe. Quando, come, dove, a chi e perché trasmettere musica.

A. North ad esempio, insieme a David J.Hargreaves, ha dimostrato alcune teorie con esperimenti reali. Uno di questi, risalente al 1999, mostra il comportamento di alcuni acquirenti di vino che comprano vino francese quando nel negozio viene trasmessa musica francese, vino italiano quando si ascolta musica italiana. Otto persone su dieci sono cadute nella trappola inconsapevolmente. Tanto che quando è stato chiesto loro della scelta appena fatta, la maggioranza ha affermato che la musica non aveva influenzato la loro scelta. Il tutto era avvenuto in modo inconscio.

Questi sono i 5 punti chiave della ricerca:

    1. Il primo aspetto riguarda l’importanza della musica nel quotidiano. Gli intervistati hanno dovuto scegliere tra 10 cose. Il risultato ci mostra che solo Internet e il cellulare sono quelle senza le quali le persone avrebbero difficoltà a vivere; più difficile vivere rispetto a sport, film e giornali, tv, letteratura, radio e arte. Ma quanto importante è questo valore?
      Il 61% considera la musica importante o molto importante. La figura aumenta al 74% quando i risultati provengono dalle generazioni più giovani, comprese tra i 16 e i 24 anni.Ricerca Heart Beat
    2. Il secondo aspetto rivela che la giusta musica fa si che le persone rimangano più a lungo nello spazio pubblico. Inoltre, Leggi tutto…