BLOG

Per creare un valore aggiunto ad un servizio è meglio diffondere la musica conosciuta o sconosciuta?

Ci sono due correnti di pensiero discordanti che si orientano sull’uso dell’una o dell’altra tipologia di musica. La prima dimostra che la musica sconosciuta è troppo anonima e non lascia traccia. La seconda sostiene la musica conosciuta distrae, attirando l’attenzione sull’ascolto.

La diffusione di musica d’ambiente è uno strumento di comunicazione assai potente perché tocca una via diretta, l’udito. La variabile sonora di sottofondo si deve adattare al contesto e tenere conto delle aspettative del target di riferimento e delle possibili reazioni in seguito alla diffusione di musica.
E’ necessario che vi sia coerenza fra mittente, messaggio sonoro e destinatario.

C’è uno studio molto importante condotto sul nostro territorio che affronta la questione. Secondo me è un po’ di parte.

Lo studio riguarda l’utilizzo di musica famosa e non famosa come sottofondo. E’ stato condotto da un team di ricercatori composto dal professor Luca Petruzzellis e dalla dott.ssa Ada Palumbo della facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Bari, in collaborazione con il professor Jean-Charles Chebat di Hec Montreal.

Il lavoro di tesi ha studiato il trade off nel caso di una marca globale effettuando un esperimento in un reale contesto di vendita. I clienti di tale punto vendita sono stati esposti durante la prima settimana a musica non famosa e nella seconda, rispettando gli stessi giorni e gli stessi orari, a musica famosa. Il periodo è stato scelto facendo attenzione all’assenza di promozioni in corso che potessero alterare e influenzare i comportamenti dei consumatori.

L’ indagine ha dimostrato che è meglio trasmettere nei punti vendita una musica poco conosciuta, poiché risulta più in armonia con il contesto di vendita, trasmette sensazioni favorevoli allo shopping, permette di effettuare acquisti più ragionati, Leggi tutto…

Sound Branding

Un’ agenzia di ricerche, la Heart Beat di Stoccolma, ha condotto uno studio su come e quanto la musica riesca ad influenzare le persone ed i consumatori. La ricerca tende a svelare se la musica tende a farci comprare di più, se persuade le nostre scelte d’acquisto e se può prolungare la durata della nostra permanenza durante il processo d’acquisto. Dal momento che la “brand experience” sta diventando un importante fattore di differenziazione, per chiunque voglia iniziare un business è importante avere delle informazioni certe. Quando, come, dove, a chi e perché trasmettere musica.

A. North ad esempio, insieme a David J.Hargreaves, ha dimostrato alcune teorie con esperimenti reali. Uno di questi, risalente al 1999, mostra il comportamento di alcuni acquirenti di vino che comprano vino francese quando nel negozio viene trasmessa musica francese, vino italiano quando si ascolta musica italiana. Otto persone su dieci sono cadute nella trappola inconsapevolmente. Tanto che quando è stato chiesto loro della scelta appena fatta, la maggioranza ha affermato che la musica non aveva influenzato la loro scelta. Il tutto era avvenuto in modo inconscio.

Questi sono i 5 punti chiave della ricerca:

    1. Il primo aspetto riguarda l’importanza della musica nel quotidiano. Gli intervistati hanno dovuto scegliere tra 10 cose. Il risultato ci mostra che solo Internet e il cellulare sono quelle senza le quali le persone avrebbero difficoltà a vivere; più difficile vivere rispetto a sport, film e giornali, tv, letteratura, radio e arte. Ma quanto importante è questo valore?
      Il 61% considera la musica importante o molto importante. La figura aumenta al 74% quando i risultati provengono dalle generazioni più giovani, comprese tra i 16 e i 24 anni.Ricerca Heart Beat
    2. Il secondo aspetto rivela che la giusta musica fa si che le persone rimangano più a lungo nello spazio pubblico. Inoltre, Leggi tutto…

In principio più fu il suono I suoni hanno dato vita a note e parole. Hanno originato le regole del linguaggio verbale e musicale. In mancanza del “verbo”, suoni e gesti erano l’unico mezzo per comunicare, un codice primitivo con il quale si è evoluto il genere umano. La prestigiosa enciclopedia Treccani definisce la comunicazione: rendere comune, far…

L’immagine è quella di un letto spoglio, bello da vedere ma senza nessuno che lo vive Così mi sono vissuto l’intero Salone del Mobile di Milano 2015. Non sono un architetto, un arredatore, né un designer d’interni. Lavoro con le emozioni e so come si creano. Come hanno origine, come si stimolano, come si alterano. Da…

Compact disc “fisico” o playlist “virtuale”? Nel precedente articolo abbiamo visto la compilation come strumento di sound branding. In un momento dove il supporto fisico tende a scomparire, il packaging e la possibilità di toccare con mano creano un valore emozionale forte per evocare ricordi e favorire suggestioni. Tuttavia, questo tipo di strumento di marketing ha…

Nel momento in cui nessuno compra più la musica sui supporti classici e tradizionali,ecco che la brand compilation torna ad assumere una valenza emozionale forte La comunicazione in generale, compresa quella sonora, sta attraversando un periodo di grandi rivoluzioni, indotte  dalla digitalizzazione dei contenuti audio e dalla facilità con cui circolano sul web. Se prima questi contenuti…

Sound Branding

Progettare il suono di un brand è un’attività che richiede professionisti in grado di trasferire ai suoni l’identità di un marchio. Il sound branding (o audio branding) costruisce l’identità sonora di un brand. E’ in grado di modellare l’esperienza emotiva associata ad un brand, definendone i valori, mantenendone il ricordo. E’ un mezzo per emozionare, coinvolgere, convincere. E’ uno strumento di comunicazione potente per trasmettere un messaggio guidato dalla memoria del suono…il suono può arrivare a destinazione anche ad occhi chiusi. Ecco 10 regole fondamentali:

  1. Considerare la musica come parte integrante dell’intera esperienza nel negozio. La musica è oggi motivo di eccellenza in molti settori. E’ un importante strumento competitivo per sviluppare e promuovere il processo di brand experience. Non sono più solo i prodotti o i servizi che determinano se il consumatore apprezza o no un marchio. L’uso corretto della musica crea un valore aggiunto, aiutando a diversificare il servizio e distinguere il prodotto offerto.
  2. Definire come suona il brand. In che modo deve suonare il marchio? La musica è il linguaggio delle emozioni, un mezzo per connettere emotivamente clienti, ospiti e consumatori. Il suono del brand deve mandare un messaggio chiaro e rispecchiare l’esperienza che si vuole creare. Quale è il profilo che vogliamo riflettere con la musica?
  3. Definire il target d’ascolto. E’ sempre importante chiedersi per chi e perché viene trasmessa la musica. Può far parte della strategia di marketing, oppure può migliorare le prestazioni lavorative dei dipendenti mantenendo l’ambiente più confortevole. Può accompagnare un ospite differenziando i diversi ambienti e momenti di un hotel. Oppure è diffusa per soddisfare i gusti dei clienti?
  4. Considerare la funzione evocativa della musica. Se trasmettiamo musica d’ambiente o di sottofondo ci dobbiamo chiedere se è meglio trasmettere musica conosciuta o non conosciuta. Leggi tutto…
Four Seasons Atrium Bar

Sono comodamente seduto nello splendido Atrium Bar del Four Seasons di Firenze. Mentre scrivo scorre nell’aria un piacevole sottofondo musicale.

Fino a questo momento, da circa due anni, la selezione di musica comprendeva brani in stile classic jazz; cantati, strumentali, con riferimenti e rifacimenti di canzoni famose in chiave bossa e new jazz.

Cambiare radicalmente il mood di un luogo non è facile. Richiede una buone dose di coraggio, oltre che di tempo, ricerca ed inventiva. E tutti gli sforzi dipendono dall’esito della prova finale. La giornata di oggi riguarda proprio questo, un test di prova. Riuscire a rinnovare un ambiente senza cambiarne i colori o gli arredi.

Il design sonoro è dato da un’alchimia di suoni che aiutano a rendere un’esperienza unica. Caratterizza l’atmosfera che si crea, togliendo dall’aria un silenzio freddo, asettico…oppure scongiurando sonorità fuori luogo, talvolta imbarazzanti.

L’hotel necessita della massima attenzione durante la ricerca e la selezione di musica. La diversità degli ambienti implica una diversificazione del suono. Dal momento in cui gli ospiti entrano nella hall, a quello in cui scelgono di farsi coccolare nella zona wellness. Oppure durante una cena romantica. Una scelta di musica consapevole valorizza ogni singola area dell’hotel, crea coerenza e rafforza l’identità. Orienta l’ospite, ne migliora la permanenza, lo accompagna nei differenti ambienti, ne favorisce i ricordi e le emozioni.

Nella hall percepiamo immediatamente tre dei nostri sensi: vista, olfatto e udito. Se vogliamo attivare un processo di riconoscimento e di memorizzazione, e far rivivere agli ospiti un ricordo, un souvenir emozionale ogni qual volta si ascolterà di nuovo quella canzone, è nella hall che dobbiamo concentrare gli stimoli per favorire un ascolto attivo.

Diversamente, se vogliamo esaltare i deliziosi abbinamenti culinari dello chef, dobbiamo riflettere in modo completamente diverso ed orientarci verso una musica priva di riferimenti mnemonici nella zona ristorante. In tal caso, è Leggi tutto…

Quale lavoro fai? Quando alcuni anni fa, a questa domanda rispondevo il disc jockey, mi sentivo spesso replicare: si, ok, ma oltre quello, che lavoro fai ? Nell’immaginario collettivo non era visto come un lavoro. Agli occhi delle nuove generazioni “suonava bene”, faceva scena, era figo; tuttavia, nel mondo del lavoro, quello tradizionale etichettato come “serio”, pronunciare…