Perché non dovresti utilizzare Spotify

di Marco Solforetti

Se già utilizzi Spotify e You Tube attenzione: se è vero che per l’uso personale sono due servizi che hanno cambiato il modo di ascoltare (in meglio) la musica, è altrettanto vero che per chi gestisce un’attività hanno creato un alibi che non è affatto favorevole. Perché non devono essere utilizzati nei contesti di hotel e ristoranti?

  1. In primis perché sono illegali, cioè non possono (o almeno non potrebbero) essere utilizzati nelle attività commerciali.

Ma l’aspetto legale non è il tema di oggi.

  1. Il vero focus da considerare riguarda l’utilizzo sconsiderato di playlist preconfezionate.

Hai presente l’effetto Ikea? Sì, utilizzare le playlist vetrina di Spotify e You Tube è come prendere un’esposizione già pronta per arredare il proprio hotel o ristorante: vai all’Ikea, ti guardi un po’ giro, ne scegli una che ti sembra adeguata e te la fai montare. Poi appena provano a montarla, anzi ad incastrarla, ci si accorge che alcune misure non tornano, alcuni colori non vanno bene e che non è contestualizzata con il resto del locale…ma è stata pagata poco ed è quanto basta per creare un alibi. Poco importa inoltre che la stessa combinazione la si può trovare dal concorrente accanto o da quello fuori città. Uguale e identica. Perché anche loro hanno pensato che chiamare un professionista della Musica è un costo invece che un investimento. Ambienti rilassanti e rilassati: attenzione però, perché con la nuova normalità alle persone non basta più dare un bel servizio, o un bel prodotto. Adesso il contorno, i dettagli, l’atmosfera unica e irripetibile contano più di prima: ambienti caldi, rilassanti e rilassati, che favoriscono il buonumore, vengono preferiti ad ambienti più belli ma freddi e impersonali. E cosa rende caldo un ambiente oltre che la luce? La Musica of course ! Ambienti caldi e favorevoli: proprio come nella progettazione della luce, per creare ambienti caldi e favorevoli la Musica deve seguire delle regole tecniche, artistiche e di coerenza stilistica: le frequenze, le sequenze, le coerenze, le non ripetizioni. Forse tutti non sanno che: per raggiungere l’obiettivo, cioè rendere un ambiente caldo, creare la giusta atmosfera e dare un’identità ben precisa, il costo effettivo è di qualche centesimo a presenza. Proprio così, con un investimento sobrio e calcolato, è possibile ricevere un servizio di musica personalizzata d’eccellenza, in grado di migliorare l’umore degli Ospiti, l’atmosfera, l’ambiente… ed il revenue dei reparti (F&B in primis). Conclusione: la prossima volta che dicidi, o fai decidere qualcuno quale musica mettere pensaci bene, non darla per scontata, non lasciarla al caso e ottieni il massimo vantaggio con il periodo di prova. Ricorda il periodo di prova: certo, una buona opportunità è richiedere proprio il periodo di prova di 30 giorni così puoi valutare personalmente in hotel/ristorante i benefici della Musica dedicata “ad hoc” per la propria attività e non una playlist “mass market” di Spotify. Clicca qui per richiedere il periodo di prova PS: colgo l’occasione per augurarti buon week end e condividerti la prima diretta estiva direttamente dal meraviglioso giardino del Four Seasons di Firenze. Clicca qui per ascoltare Sound Garden.

Buon ascolto